Come dev’essere un buon caffè espresso?

 

Un buon espresso è un piacere unico.

Un rituale quotidiano irrinunciabile.

Un gesto d’amore verso se stessi.

 

Trovare l’espresso perfetto non è facile. A partire dalle figure della filiera produttiva (produttori, esportatori e trasportatori, torrefattori, rivenditori e baristi) sono tanti i fattori che influenzano il risultato finale.

Il caffè è specialty, monorigine o in miscela? Quali tipi sono stati utilizzati, e come sono stati essiccati e lavorati? La miscela è costituita da caffè di qualità? Quali sono le proporzioni dei caffè in miscela? Sono stati miscelati prima della tostatura? La tostatura è fatta artigianalmente?

E’ importante che dopo la tostatura il caffè non venga conservato troppo a lungo, che venga lavorato da personale esperto che lo macini e lo dosi al momento e che lo estragga alla giusta temperatura.

Tutte queste variabili più tante altre ancora danno luogo ad infiniti possibili risultati, alcuni eccezionali, molti buoni, altri un po’ meno.

 

Come riconoscere quindi il vero espresso italiano di qualità?

Per valutare il caffè è importante assaggiarlo non zuccherato, ma ci vuole allenamento. La chiave per imparare è confrontare tanti caffè servendosi di tutti i sensi. Osservare aspetto e colore, sentire l’aroma sia prima di bere che dopo, sentire la consistenza più o meno corposa ed il gusto, prendendosi del tempo per concentrarsi e godersi il momento.

 

L’espresso ideale, preparato con almeno 7 grammi di miscela di robusta e/o arabica, deve avere:

Crema

Di color nocciola, densa e persistente, dalla trama fine. Deve rimanere qualche minuto in superficie senza dissolversi anche se mescolata con un cucchiaino.

Senza una buona crema, che espresso è? Tanto vale farsi un buon caffè con la moca.

Consistenza

Densa e cremosa. Diversa da quella di qualsiasi altro caffè nel mondo grazie al metodo di estrazione a pressione elevata.

Profumo

Gradevole e ricco di aromi. Non deve sapere di bruciato. E se invece non profuma? E’ vecchio ed è da buttare.

Equilibrio

Gusto amaro, dolce ed acido devono essere bilanciati. Amarezza ed asprezza non devono mai prevalere.

Retrogusto

Persistente per qualche minuto dopo il consumo.

 

Non dimentichiamo che l’espresso va assolutamente servito in una tazzina riscaldata.

Se vuoi allenarti all’assaggio, prova a ridurre gradualmente l’utilizzo dello zucchero fino ad eliminarlo del tutto, ed inizia ad assaggiare caffè diversi, facendo ogni volta il confronto con il precedente.

Non riesci proprio a rinunciare allo zucchero? Se l’espresso è ben fatto, deve restare per qualche secondo in superficie.

Per finire, mescola bene e goditi una delle bevande più invidiate agli italiani.

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